Restiamo in Contatto

Genova

Studio dentistico CBC all’avanguardia nell’implantologia

avatar

L’implantologia è una delle principali specializzazioni dello Studio Dentistico CBC di Genova. Grazie alle sofisticate attrezzature di cui lo Studio dispone abbiamo ottenuto negli ultimi anni una percentuale di osteointegrazione prossima al 99%. L’accreditamento della struttura sanitaria impone l’utilizzo di impianti di primaria marca, che si differenziano per qualità delle superfici e precisione delle componentistiche protesiche dalle oltre 400 marche “clone” o copie che in Italia si trovano sul mercato, ma che in America non sono commerciabili in quanto prive della certificazione FDA. Questa certificazione è infatti molto più restrittiva per quanto riguarda la qualità dei prodotti biomedicali.Da sempre lo studio in materia di implantologia utilizza impianti e componentistica Nobel Biocare, ditta leader a livello mondiale nel campo dell’implantoprotesi. Nonostante il costo degli impianti “originali” sia in qualche caso anche triplo rispetto alle sottomarche, si è riusciti a contenere il prezzo finale applicato al paziente acquistando alla fonte grossi quantitativi e ottenendo in questo modo sconti particolarmente vantaggiosi.

L’implantologia a carico immediato

La complessità dei casi varia dalla sostituzione di un singolo dente mancante (mono-impianto) alla riabilitazione completa delle arcate edentule. Le soluzioni possono variare dalla semplice stabilizzazione di protesi rimovibili (overdenture) all’ esecuzione di numerosi impianti per la sostituzione di intere arcate, con Toronto bridge o con tecnica All-on-4. Le carenze di osso vengono ovviate tramite innesti di osso autologo e sintetico e tramite l’ausilio della rigenerazione ossea guidata. Per effettuare in sicurezza questo tipo di interventi ci si avvale delle più sofisticate e innovative tecnologie, come ad esempio la piezochirurgia che consente di effettuare sezioni ossee in modo del tutto atraumatico, rispettando i tessuti molli e i fasci vascolari e nervosi, evitando cioè qualunque tipo di rischio per il paziente. La piezochirurgia si pone come un punto di svolta fondamentale rispetto al tradizionale uso degli strumenti rotanti e consente di ottenere notevoli miglioramenti anche nell’ambito dell’endodonzia e della paradontologia. 

L’Implantologia a Genova ha un sinonimo: Studio Dentistico CBC.

La chirurgia computer-guidata

La chirurgia guidata computerizzata, grazie all’ausilio di modernissimi e sempre più evoluti software dedicati, consente al chirurgo di pianificare attraverso il computer, passo dopo passo, ogni fase del trattamento chirurgico implantare, a partire da una adeguata TAC dentale.

Consente, inoltre, di disporre di un sistema di trasferimento precisissimo di tale chirurgia virtuale in una atraumatica e microinvasiva chirurgia reale.

Come funziona esattamente?

Una volta eseguita la TAC 3D della zona dentale da trattare, quest’ultima viene importata in un evolutissimo software di elaborazione bi/tridimensionale delle strutture anatomiche che consente di effettuare un intervento virtuale simulato al computer, pianificando al decimo di millimetro il posizionamento degli impianti e delle sovrastrutture protesiche.

Questa simulazione consente quindi di realizzare in ogni dettaglio un intervento virtuale evitando le aree a rischio chirurgico, rispettando assi e inclinazioni ottimali in base alla quantità e qualità di osso disponibile, ed infine, collocando virtualmente i denti come previsto dal piano iniziale di intervento. Tutto questo può essere rivisto infinite volte fino al raggiungimento del risultato voluto.

Il chirurgo, una volta terminata la fase di pianificazione, concluderà il progetto e invierà telematicamente il file generato dal programma in Svezia, a Goteborg, dove nei laboratori specializzati della Nobel Biocare verrà realizzata in breve tempo una specifica mascherina chirurgica. Quest’ultima, applicata in bocca, permetterà al chirurgo di inserire gli impianti esattamente come progettato al computer e, in più, senza dover ricorrere a incisioni e suture.

Gli ulteriori vantaggi della procedura sono la sicurezza di evitare zone a rischio chirurgico, la grande rapidità operativa e una fase di riabilitazione del paziente veloce e senza le ripercussioni caratteristiche delle tecniche tradizionali.

Cos’è il metodo NobelGuide?

Per la pianificazione e il posizionamento degli impianti e nel protocollo All-on-4™ nel nostro Studio ci si avvale, quando ve ne siano le indicazioni e le condizioni, anche del Software Nobel Clinician/NobelGuide che consente di fare una diagnosi, una progettazione e un posizionamento degli impianti estremamente accurati e computer guidati.

Il software NobelGuide consente di eseguire una diagnosi dettagliata, come l’identificazione di osso disponibile, delle zone di rispetto e/o a rischio, nonché il posizionamento virtuale dell’impianto secondo la condizione anatomica e le esigenze protesiche ed infine di ordinare una mascherina chirurgica personalizzata e tutto l’occorrente per l’esecuzione dell’intervento vero e proprio.NobelGuide supporta le tecniche minimamente invasive senza lembo, nonché l’accesso chirurgico attraverso mini-lembi e lembi completi, mentre la mascherina chirurgica assicura il posizionamento guidato e preciso dell’impianto.

Il nostro Studio è impegnato da anni in ricerche multicentriche anche internazionali sullo sviluppo di queste tecnologie per un partner scientificamente serio e all’assoluta avanguardia come è la Nobel Biocare, per la quale il dottor Benzi ha realizzato un protocollo di ricerca per la valutazione nell’uomo dell’ Accuratezza del sistema di Chirurgia Guidata “NobelGuide – NobelClinician”.

Quali sono i vantaggi di questo metodo?

Interventi più veloci e più precisi. Rispetto e bypass di strutture delicate e/o sensibili (es.: tronchi nervosi).Interventi meno invasivi (minimo utilizzo del bisturi).Riabilitazione più veloce. Assenza di punti, suture, sanguinamento, gonfiore, sensazione di “operazione”.

Ci sono svantaggi o rischi in questo metodo?

Va detto innanzitutto che non sempre è possibile utilizzare la Chirurgia guidata Computerizzata.La tecnica impone delle strumentazioni e delle Utilities (Guida Chirurgica) che hanno dei costi accessori, ma che talora sono compensati dal minor tempo necessario per l’esecuzione dell’intervento.

L’utilizzo di questa nuova tecnologia non comporta rischi, al contrario ci consente in molti casi di intervenire con elevata sicurezza in siti altamente a rischio se operati “a mano libera”.

Via Granello 5/6 – 16121 Genova +39 010 54 29 87

www.cbcgenova.it

Info@cbcgenova.it

Orari: Lunedi – Venerdi : dalle 8 alle 20. Sabato e Domenica: su appuntamento

Continua a Leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Genova

E’ uscito InGenova e Liguria Magazine Primavera 2022

avatar

È uscito il nuovo numero di InGenova e Liguria Magazine. Scoprite di più sfogliando il magazine gratuitamente!

Leggi la rivista cliccando il link qui sotto!

InGenova magazine 2022 PRIMAVERA bassa(1)

Aprile 2022 - Edizione euroflora - Maurizio Carucci - immagine di volto del cantante degli Ex-Ottago Maurizio Carucci - La foto rappresenta il suo volto barbuto che guarda la camera con attenzione e intensita

Continua a Leggere

Genova

Paolo Rossi, un fotografo rubato all’agricoltura.

avatar

paolo-rossi

L’ABBANDONO DELLA VITA SELVATICA DA PARTE DELL’UOMO RIPORTA IL“SELVATICO” A RIVIVERE IL NOSTRO ENTROTERRA.

LEGGIAMO L’ESPERIENZA DI PAOLO, FOTOGRAFO DEL SELVATICO.

Lo sai che puoi leggere tranquillamente questo articolo nella versione cartacea di InGenova Inverno 2021?

(a cura di Francesco Cassissa) – Il collegamento immediato tra gli aggettivi selvatico e spontaneo mi attraversa senza chiedere il permesso, mi folgora, si delinea come un’associazione ovvia. Nel periodo attuale di esagerazione della cultura di massa, di omologazione dei bisogni, dei consumi e dei sentimenti, diviene artificioso il rapporto che sviluppiamo nei confronti di noi stessi, degli altri e del territorio in cui viviamo.

Prendiamo parte ad una realtà altra, fatta di immagini che rincorriamo come chimere e che portano solamente in un luogo: un non luogo. Perdiamo ogni giorno di più il legame che ci identifica come umani indebolendo il rapporto con il territorio, e diventiamo sempre di più estranei a noi stessi, incapaci di riconoscere le nostre tracce. Tra le cause di questo indebolimento si collocano le conseguenze della gestione del territorio e del rapporto che si ha con esso.

La diffusione di nuove tecnologie e l’avvento delle rivoluzioni industriali e agricole, ha modificato il rapporto dell’uomo con il territorio e mutato la geografia e distribuzione deglielementi degli ecosistemi e del paesaggio.

Nel caso della Liguria, aspra e montuosa, nel corso dell’ultimo secolo abbiamo assistito ad uno spopolamento da parte dell’uomo di quelle aree oggi raggruppate sotto il nome di “entroterra” e “alture”. Questa declassazione di origine gestionale, vede le porzioni di territorio in questione attraversare un periodo di riposo dalla presenza e manipolazione da parte dell’uomo, favorendo così il ripopolamento di quelle specie selvatiche prima allontanate per predazione o competizione territoriale.

03 volpe val trebbia di paolo rossiTAG

Trovo che l’abbandono da parte dell’uomo di queste aree per la ricerca della più alta forma di civilizzazione ed evoluzione tecnologica, coincida con l’allontanamento da se stessi e dalla parte più selvatica e naturale che ci caratterizza. Ed è qui che si produce una esternalità curiosa, quasi sotto forma di tacita rivincita, che permette al selvatico, quindi agli animali che in passato vivevano le campagne, i fiumi, i boschi, di riappropriarsi dei propri habitat naturali senza essere disturbati dall’azione spesso alterante dell’essere umano. In questo quadro di considerazioni ho conosciuto Paolo Rossi, un fotografo del selvatico, cioè di quelle specie animali autoctone che popolano la Liguria come il lupo o il gatto sarvægo.

Con il suo documentario FELIS – Gatto sarvægo, sottolinea il concetto di rivalsa del selvatico su una società in espansione sempre più distante dalle sue origini. Forse essere selvatici oggi si presenta come la soluzione in grado di mantenere le proprie radici, rafforzando il rapporto con il circostante, con il proprio patrimonio territoriale ed identità. Forse essere selvatici oggi corrisponde ad essere civilizzati, a fare scelte consapevoli. Ho avuto il piacere di fargli qualche domanda, di conoscerci meglio e di discutere insieme del suo modo di vedere il mondo, di lavorare e vivere la comunità.

Parlami di te, della tua passione e del legame con la “ tua Liguria”.

“Sono nato da una famiglia di contadini e operai. Il rapporto con la terra all’interno della nostra famiglia c’è sempre stato, ed è cambiato con il passare del tempo assieme ai sistemi di approvvigionamento. Non lavoravo la terra, ma visitavo i boschi ispirato dalla curiosità e animato dalle fantasie d’amore verso le popolazioni indigene, i Nativi Americani e per i grandi animali liberi, selvaggi, ai miei occhi mitologici.

Il rapporto con il selvatico, inteso come mondo animale, era diverso ai tempi dei miei nonni. Di esemplari ce n’erano pochi, e spesso venivano cacciati e mangiati. Monti e campagne erano setacciate per difesa e sostentamento, così da favorire un lento spopolamento dellespecie.
Oggi le cose sono diverse: nella mia epoca il selvatico ripopola non solo i monti, ma le campagne e in alcuni casi i centri abitati. Gli animali che da bambino sapevo reali ma appartenenti ad un mondo quasi onirico sono arrivati, tornano a casa, ripopolano il territorio. E’ l’inizio di un sogno che diventa realtà, la storia di un bambino che diventa ragazzo.”

Il lupo, voglio vedere un lupo! “Crescendo approfondisco il mondo del selvatico e mi appassiono al rapporto che il popolo indigeno ha con il lupo. Sfaccettato, profondo, articolato, aperto. Sono aspetti che mi hanno permesso di considerare l’animale nel suo ampio ventaglio di significati e di cogliere tutte le sfumature che successivamente avrei raccontato con la macchina fotografica. Sfumature che rendono l’animale un’espressione unica del territorio, e la fotografia si inserisce come strumento da campo versatile, capace di adattarsi all’ambiente come fa il soggetto dell’indagine, e come faccio io per poterlo incontrare.

Diventerà chiaro con il passare del tempo che la frequentazione del territorio mi avrebbe aiutato nella scoperta di un metodo capace non solo di poter incontrare un lupo, ma di creare un approccio in grado di coinvolgermi in un discorso più ampio. Fotografare gli animali selvatici autoctoni, provenienti esclusivamente dal territorio ligure ed in totale libertà d’azione, non è solo un lavoro, ma un impegno civile utile alla tutela, salvaguardia e rappresentazione del patrimonio naturale locale, capace di generare esternalità propedeutiche ad un approccio sostenibile verso il territorio.”

Paolo Rossi, fotografo e divulgatore consapevole. Ricerca, studio e lunghe attese mi appaiono come processi organici, che rispettano i tempi “naturali” delle specie che fotografi.

Raccontami del tuo metodo. Cosa lo caratterizza?

“Fotografare richiede molto tempo. Per trovare i luoghi adatti ci vogliono anche anni. Ci vuole tempo nell’organizzare l’appostamento: la fototrappola, dove metterla? Come metterla? Come rapportarsi con le proprie tracce? Il selvatico se ti sente scappa. Molti fotografi cercano la soluzione più facile e certa: usano esche, preparano un capanno dove appostarsi, attirano l’animale e lo “catturano” nell’immagine.
Il metodo che adotto io invece, prevede fallimenti continui poiché imperfetto. Ma è proprio questo aspetto che riconduce l’uomo alla sua dimensione di umano e non alla perfezione del suo metodo. Questo mi permette di trovare l’animale, e non di portarlo a me. Dalla traccia, al luogo, fino alla conoscenza approfondita di quel dato animale. Del suo carattere, della sua cultura, dei comportamenti comuni e di quelli che si manifestano per ogni ambiente in cui si trova l’animale, influenzato a sua volta dai vari fattori che condizionano il territorio: dai fenomeni antropici come caccia, proprietà private, ricerca dei funghi, tagli abusivi, escursionismo, a l’evoluzione ecosistemica dell’ambiente naturale per forze indipendenti dall’uomo. Ho capito che bisogna guardare all’ambiente naturale come lo guarda l’animale.”

02 Lupo Beigua di Paolo RossiTAG

I tuoi lavori sfociano in momenti di divulgazione attraverso la creazione di libri, film, documentari che si possono trovare sul tuo sito web e sulle piattaforme social o in libreria. Inoltre crei discussioni in spazi di aggregazione sociale. Si può dire che hai imparato a riprodurre i giusti segnali che dal bosco alla piazza esternano sensibilità.

Dai vita ad un corridoio ecologico, sei d’accordo?

“Trovarsi allo stesso tavolo con cacciatori, agricoltori, turisti, scienziati, amministratori, cioè mettere a confronto posizioni anche opposte per creare discussione e dare vita ad una dimensione di dialogo è parte del processo progettuale e dell’organizzazione del lavoro, ed è una decisione che prendo in maniera consapevole. Questo lavoro mi dà da vivere, ma lo faccio anche perché crea un confronto culturale capace da una parte di rafforzare la tutela e considerazione del territorio e delle specie che lo abitano, dall’altra permette a me di imparare a vedere l’animale da diversi punti di vista, di poterlo considerare nel tempo e nello spazio confrontandomi con persone di diverse età, modi di vedere e pensare.

Inoltre nell’ambito del confronto accademico attenua una rigidità scientifica un pò dilagante, relativa al metodo categorico che rende difficile comprendere la geolocalizzazione territoriale dell’animale studiato o ricercato nel suo ambiente. Dall’oratorio, al cinema, al pub, all’ambiente un pò più istituzionalizzato, fare divulgazione diventa per me inoltre un modo per esprimere gratitudine a chi mi sostiene e apprezza la mia creatività. Non solo, ma anche per sensibilizzare le persone che hanno una visione distorta del tema. Infine anche per meravigliarle, perché io ancora mi stupisco e sogno come quando ero bambino. Essere selvatico oggi vuol dire essere civile.”

Paolo Rossi
prossifoto@gmail.com
www.paorossi.it www.instagram.com/paolo.rossi_wolves/
I libri sono sfogliabili alla libreria indipendente “L’amico ritrovato” di Via Luccoli a Genova.

Continua a Leggere

Genova

E’ uscito InGenova e Liguria Magazine Autunno 21

avatar

È uscito il nuovo numero di InGenova e Liguria Magazine. Scoprite di più sfogliando il magazine gratuitamente!

Continua a Leggere

In Primo Piano